Un ristorante sardo a Roma non può permettersi di dimenticare la cucina della città che lo ospita. Da Luisu i primi romani convivono con quelli dell'isola, e hanno un filo conduttore: il pecorino, il formaggio che unisce Lazio e Sardegna.
Il pecorino, ponte tra Roma e la Sardegna
Il pecorino romano, ingrediente di carbonara, cacio e pepe e amatriciana, è prodotto in gran parte proprio in Sardegna. È una curiosità che spiega bene perché cucina romana e cucina sarda si trovino così a loro agio nella stessa carta. Nel menù di Da Luisu il pecorino compare tanto nei piatti romani quanto in quelli sardi, come i culurgiones, i malloreddus e gli spaghetti alla vernaccia.
Spaghetti alla carbonara
Nella ricetta classica la carbonara si prepara con guanciale, uova, pecorino e pepe: niente panna, la cremosità viene dall'uovo che si lega al grasso del guanciale e all'acqua di cottura. Nel menù è proposta con gli spaghetti, un formato lungo che raccoglie bene la crema.
Mezze maniche all'amatriciana
L'amatriciana, nata ad Amatrice e adottata da Roma, è guanciale, pecorino e pomodoro: una salsa semplice che vive di equilibrio. Da Luisu la serve con le mezze maniche, un formato corto e rigato che trattiene il sugo; la ritrovi anche, in versione pizza, tra le pizze rosse con guanciale e pecorino.
Tonnarelli cacio e pepe
Il cacio e pepe è la più essenziale delle ricette romane: pecorino e pepe, niente altro. Sui tonnarelli, lunghi e ruvidi, il formaggio si scioglie con l'acqua di cottura in una crema avvolgente. Il pepe, appena macinato, dà il carattere. Un piatto che richiede mano: la semplicità non perdona.
Gli altri primi
In carta ci sono anche i tonnarelli al limone e quelli ai funghi porcini, le mezze maniche alla norma, la penne all'arrabbiata, il risotto al Cannonau e gli spaghetti alla vernaccia di Oristano, che uniscono guanciale e pecorino alla tradizione del vino sardo.
I secondi della tradizione romana
Tra i secondi, il saltimbocca alla romana, descritto nel menù come piatto della tradizione romana con fettine di vitello e prosciutto, è un altro simbolo della tavola capitolina: il nome racconta quanto sia gustoso, perché sembra saltare in bocca. Con le scaloppine al limone e gli straccetti con rucola completa il capitolo della carne alla romana. Per chi preferisce un tocco sardo, le scaloppine al Cannonau uniscono il vitello al vino rosso dell'isola.
Il fritto, la pizza e il dolce
Per iniziare, i supplì fatti in casa e gli altri fritti sono l'avvio più romano possibile. Per chiudere, il tiramisù o la torta della nonna, in base alla disponibilità, restano nella tradizione italiana, mentre la seada e i dolci al mirto riportano alla Sardegna.
Quale vino
Con la carbonara o la cacio e pepe puoi scegliere un bianco fresco come un Vermentino o il Nuragus; con l'amatriciana un rosso leggero, come il Monica di Sardegna, indicato nel menù come fresco e morbido. La carta dei vini del ristorante riporta per ogni vino una breve nota di abbinamento.
Un consiglio per ordinare
Se siete in due, la soluzione più divertente è dividere un primo romano e uno sardo: per esempio una carbonara e dei malloreddus alla campidanese, per cogliere le due anime del locale. I tonnarelli, tipica pasta all'uovo romana a sezione quadrata, sono il formato ideale per cacio e pepe, ma nel menù li trovi anche al limone, ai funghi porcini e con gamberi. E per chi ama il piccante senza complicazioni, c'è la penne all'arrabbiata.
Prenota un tavolo
Per assaggiare i primi romani e quelli sardi nello stesso pasto, prenota dal modulo del sito o chiama il 06 6156 4012. Da Luisu è in Via di Boccea 724, a Roma.


